parolemartiniQuesto volume del cardinal Martini raccoglie le meditazioni proposte in occasione di diciassette incontri svoltisi tra il 2008 e il 2009 con altrettanti gruppi di sacerdoti, per la maggior parte della diocesi di Milano. Un grande maestro della spiritualità contemporanea, il cardinal Carlo Maria Martini, ci testimonia la passione incondizionata per Dio e per la sua Parola, per la Chiesa, per l’umanità.

Dalla ricchezza della sua esperienza spirituale e umana scaturiscono pagine preziose, che ci suggeriscono parole per vivere. Con lo stile che caratterizza i suoi scritti, il card. Martini introduce con sapienza e profondità alla comprensione della Parola e alla sua interpretazione, a partire dalla contemporaneità, apparentemente estranea ai criteri e alla logica del testo biblico, ma bisognosa di parole che durano nel tempo. Per tutti coloro che vogliono approfondire la loro esperienza di fede a partire dai testi del Vangelo.

ritrovareCapita di accorgersi di aver smarrito la strada o di sentire il bisogno di fermarsi, per guardarsi dentro e ripartire.

La Quaresima ha senso se vissuta così, come tempo per conoscersi più a fondo e discernere l'essenziale. Le meditazioni qui raccolte ci fanno riscoprire il contenuto spirituale profondo di questo tempo liturgico: giorno dopo giorno ci portano al cuore del mistero, mettendo in luce le nostre malattie spirituali perché in Cristo non siano più impedimento alla comunione.

ladrone«Quello che sta davanti a voi è un uomo perdonato. Un uomo che è stato ed è salvato dai suoi molti peccati. Ed è così che mi presento. Questo ‘peccatore’ vestito di bianco non ha molto da darvi o offrirvi, ma vi porto in dono quello che ho e quello che amo: Gesù, la misericordia del Padre».

Papa Francesco si era presentato con queste parole ai detenuti del rigido carcere boliviano di Palmasola, nel corso del suo viaggio in Sudamerica del luglio 2015. In modo analogo, nell’ormai famosa intervista concessa a padre Spadaro per Civiltà Cattolica, aveva affermato: «Io sono un peccatore. Questa è la definizione più giusta. E non è un modo di dire, un genere letterario».

Un pontefice che rivendica il primato dell’esperienza del proprio peccato chiama in causa due aspetti dell’identità sacerdotale: la figura del prete penitente, che vive nella verità la consapevolezza della propria fragilità, e quella del prete confessore, che gode di riversare sul fratello peccatore, né più né meno come lui, la misericordia che egli ha sperimentato. Su questi terreni si gioca oggi il senso profondo dell’identità dei sacerdoti e la stessa riforma del clero che prefigura quella dell’intera Chiesa.

vecchiaiaIl priore della comunità di Bose, Enzo Bianchi, affronta nel suo ultimo libro la terza età. La condizione di fragilità dell'uomo, impegnato in un viaggio che almeno per i cristiani conduce ad un unica meta, emerge più chiaramente in questa parte della vita. Un momento dell'esistenza fatto di difficoltà e debolezze ma anche dell'opportunità di dare alle nuove generazioni una guida.

Il controllo sul mondo e la consapevolezza di cosa si sia realizzato lasciano il passo alla capacità di vedere con più chiarezza il futuro, le vicende e il senso di molti avvenimenti. Un' occasione per dialogare con le giovani generazioni, comprenderle e non lasciarsi abbandonare a una preventiva chiusura. Un periodo importante, dunque, a cui arrivare preparati.

La propria identità deve essere coltivata per riuscire a spogliarsi dai ruoli che si sono interpretati nel corso dei decenni e per fare emergere la singolarità della persona in tutta la sua forza e la sua ricchezza. Saggezza, lungimiranza, definizione del proprio “io” sono le caratteristiche fondamentali per affrontare in modo completo una parte dell'esistenza fatta di debolezza e anche di tante chances.

Dialogare con il proprio corpo, ponderarne i limiti, imparare ad accettare “l'incompiutezza” delle cose sono i passi a cui allenarsi per riuscire a vivere pienamente questi anni. “Vecchiaia” di Enzo Bianchi è un viaggio non malinconico nella stagione intensa, varia, sfaccettata della terza età.