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Diviso in trentuno brevi capitoli, ognuno dedicato a un diverso titolo di Maria, questo volume è un canto, un colloquio tenero e appassionato, dolce ma anche coraggioso e anticonformista, che sa farsi preghiera, che unisce il "parlato alto", proprio dei poeti, al "dire quotidiano" dell'uomo della strada.

È un libro che contiene alcune ipotesi ardite: come quella secondo cui Maria avrebbe tentato in ogni modo di distogliere Giuda dalla tentazione del suicidio. Immagini, che nel testo si accompagnano ad ampi squarci di catechesi, mai asciutti o schematici, sempre fervidi di idee e lampi di luce.

pensieri

 

"Cari Fratelli sacerdoti, Cristo, che è la Via, la Verità e la Vita, sia il tema del nostro pensare, l'argomento del nostro parlare, il motivo del nostro vivere." (Benedetto XVI)

tenerezza"Perché la morte? Questa è la domanda originaria che scuote ogni coscienza e la rende vulnerabile alla vita, una domanda che diventa più sofferta e bisognosa di risposta quando la morte sta per bussare alla nostra porta o ha visitato la nostra storia.
Un "perché?" che tradisce l'estremo stato di dolore, ma spesso esprime anche una condizione di sorpresa, stupore, impreparazione.

Ignorare la sofferenza, ignorare la morte, renderà tuttavia la realtà della vita più credibile? E immaginare la propria storia a stregua di uno spot pubblicitario renderà meno dura la lotta quotidiana?

Il volume affronta la sfida posta da questi inquietanti interrogativi mostrando come l'annuncio del Cristo risorto sia davvero in grado di cambiare la prospettiva dell'umanità, poiché è l'annuncio della risurrezione nella carne.
Con una felice metafora, l'autore propone l'immagine di due gemellini che per nove mesi si sono fatti compagnia in maniera esclusivissima nel grembo materno. Al momento del parto uno lascerà quel ventre per primo. L'altro, rimasto solo, con la paura e l'esperienza tragica di questa separazione, penserà: "Mio fratello non è più con me, è morto!". Solo quando anch'egli vedrà a propria volta la luce potrà completamente ricredersi nell'incontrare quel fratellino ritenuto morto e invece vivo.

«Tutta l'esperienza cristiana è attraversata da questa serena consapevolezza: nessuno può evitare il dramma della morte, nessuno può riuscire a nascondere l'evidenza della sofferenza" (dal Cap. 13).

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La misericordia di Dio è il cuore della Fede cristiana.
"Il mistero della fede cristiana sembra trovare in questa parola la sua sintesi", ha scritto Papa Francesco nella Bolla di Indizione del Giubileo straordinario della Misericordia, dal titolo Misericordiae vultus.

Questo libro vuole essere un aiuto, un percorso che parta dalla Bibbia.

Il Concilio Ecumenico Vaticano II, nel cui cinquantesimo anniversario della chiusura il Papa ha voluto iniziasse il Giubileo della Misericordia, ha affermato: "insieme con la Sacra Tradizione, la Chiesa ha sempre considerato e considera le Divine Scritture come la regola suprema della propria fede".