colomberoC’è una sofferenza dalla quale non possiamo difenderci. E quella che la vita riserva un pò a tutti. Ce n’è un’altra di cui conosciamo bene i passi e i percorsi e che potremmo evitare solo che lavorassimo un poco sui nostri sentimenti, sui nostri concetti e preconcetti, giudizi e pregiudizi, sulle memorie e sul modo di ricordare. Si tratta di riconoscere i volti più consueti del male che insidia o si insedia nella mente e nell’animo, e i modi di guarirlo. Primo tra tutti: conoscere e riconoscere se stessi, fissare la dimora al centro dove abita il nostro vero io e dove è depositata la nostra sostanza spirituale, e da lì condurre la vita. Lo scopo del libro è di individuare quel qualcosa che ognuno di noi può fare per guarire le sue zone interne malate e le sue sofferenze inutili, al fine di abitare meglio se stesso. Non c’è da escogitare niente di sensazionale, non c’è da andare da nessuna parte.
L’altrove è in noi, siamo noi in un diverso modo di sentire e di vivere. Se ci fermiamo un momento, il silenzio ce lo rivelerà.

Giuseppe Colombero

La figura del Poverello d'Assisi ricostruita attraverso un severo riesame critico delle fonti. Una narrazione piacevole e avvincente della "reale" esperienza umana e spirituale del Santo e del fiorire della cosiddetta "leggenda francescana".

Franco Cardini

la-croce-di-celestino3La Croce di Celestino
Simbolo luminoso e dimenticato

Nella ricorrenza dell'ottavo centenario dalla nascita di Pietro Angelerio (1209-2009) questo Saggio intende risvegliare un interesse storico e culturale su quella che, incontestabilmente, è stata la più completa e ardita elaborazione del simbolo cristiano della Croce.
Nel caleidoscopio dei festeggiamenti celestiniani (assai scarni, in verità!), le pagine che l’Autrice ci offre conducono al cuore dell’avventura del "povero cristiano", ci consegnano cioè, con la decodificazione del suo simbolo, la chiave interpretativa di una esistenza complessa e innovativa, travagliata e sublime, quale fu quella dell’uomo "Pastore angelico". Luminoso, appunto, e dimenticato.