tenerezza"Perché la morte? Questa è la domanda originaria che scuote ogni coscienza e la rende vulnerabile alla vita, una domanda che diventa più sofferta e bisognosa di risposta quando la morte sta per bussare alla nostra porta o ha visitato la nostra storia.
Un "perché?" che tradisce l'estremo stato di dolore, ma spesso esprime anche una condizione di sorpresa, stupore, impreparazione.

Ignorare la sofferenza, ignorare la morte, renderà tuttavia la realtà della vita più credibile? E immaginare la propria storia a stregua di uno spot pubblicitario renderà meno dura la lotta quotidiana?

Il volume affronta la sfida posta da questi inquietanti interrogativi mostrando come l'annuncio del Cristo risorto sia davvero in grado di cambiare la prospettiva dell'umanità, poiché è l'annuncio della risurrezione nella carne.
Con una felice metafora, l'autore propone l'immagine di due gemellini che per nove mesi si sono fatti compagnia in maniera esclusivissima nel grembo materno. Al momento del parto uno lascerà quel ventre per primo. L'altro, rimasto solo, con la paura e l'esperienza tragica di questa separazione, penserà: "Mio fratello non è più con me, è morto!". Solo quando anch'egli vedrà a propria volta la luce potrà completamente ricredersi nell'incontrare quel fratellino ritenuto morto e invece vivo.

«Tutta l'esperienza cristiana è attraversata da questa serena consapevolezza: nessuno può evitare il dramma della morte, nessuno può riuscire a nascondere l'evidenza della sofferenza" (dal Cap. 13).

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La misericordia di Dio è il cuore della Fede cristiana.
"Il mistero della fede cristiana sembra trovare in questa parola la sua sintesi", ha scritto Papa Francesco nella Bolla di Indizione del Giubileo straordinario della Misericordia, dal titolo Misericordiae vultus.

Questo libro vuole essere un aiuto, un percorso che parta dalla Bibbia.

Il Concilio Ecumenico Vaticano II, nel cui cinquantesimo anniversario della chiusura il Papa ha voluto iniziasse il Giubileo della Misericordia, ha affermato: "insieme con la Sacra Tradizione, la Chiesa ha sempre considerato e considera le Divine Scritture come la regola suprema della propria fede".

settimanaIl libro descrive gli ultimi giorni di vita di Gesù prima della Crocifissione, come narrato nel Vangelo di Marco, restituendo il giusto valore a tutti i sette giorni precedenti la Pasqua, senza restringere la passione di Gesù alle sue ultime dodici ore, destinato quindi a chiunque voglia saperne di più sulla Settimana Santa, cioè il tempo più sacro e importante dell'anno per i Cristiani.

Il volume non intende però essere una semplice ricostruzione storica di quanto accadde, bensì un vero e proprio approfondimento sulla narrazione degli eventi ad opera di Marco.

Un'opera, dunque, che vuole far riflettere e fornire una migliore comprensione della liturgia e della morte e risurrezione di Gesù.

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«La misericordia è il primo attributo di Dio. È il nome di Dio. Non ci sono situazioni dalle quali non possiamo uscire, non siamo condannati ad affondare nelle sabbie mobili».

Con parole semplici e dirette, papa Francesco si rivolge a ogni uomo e donna del pianeta instaurando un dialogo intimo e personale. Al centro, c’è il tema che più gli sta a cuore – la misericordia – da sempre fulcro della sua testimonianza e ora del suo pontificato.

In ogni pagina vibra il desiderio di raggiungere tutte quelle anime – dentro e fuori la Chiesa – che cercano un senso alla vita, una strada di pace e di riconciliazione, una cura alle ferite fisiche e spirituali. In primo luogo quell’umanità inquieta e dolente che chiede di essere accolta e non respinta: i poveri e gli emarginati, i carcerati e le prostitute, ma anche i disorientati e i lontani dalla fede, gli omosessuali e i divorziati.

Nella conversazione con il vaticanista Andrea Tornielli, Francesco spiega – attraverso ricordi di gioventù ed episodi toccanti della sua esperienza di pastore – le ragioni di un Anno Santo straordinario da lui fortemente voluto. Senza disconoscere le questioni etiche e teologiche, ribadisce che la Chiesa non può chiudere la porta a nessuno; piuttosto ha il compito di far breccia nelle coscienze per aprire spiragli di assunzione di responsabilità e di allontanamento dal male compiuto.

Nella schiettezza del dialogo, Francesco non si sottrae neppure dall’affrontare il nodo del rapporto fra misericordia, giustizia, corruzione. E a quei cristiani che si annoverano nelle schiere dei "giusti", rammenta: «Anche il papa è un uomo che ha bisogno della misericordia di Dio».