Solo una memoria permeata di misericordia consente di riconoscere serenamente che non tutti i consacrati erano o sono "chiamati" e che i criteri di vocabilità autentica vanno individuati innanzi tutto nelle profondità della persona. Ciò che è mancato sovente è stato una conoscenza autentica e un amore competente per quei figli, per la crescita della loro "persona".

Esistono sacerdoti che per tutta la vita devono fare i conti con le proprie debolezze. Alcuni si trovano a doversi accettare con un carattere impossibile, altri devono sostenere l’umiliazione di qualche disarmonia nel campo dell’affettività o in quello dell’equilibrio della sessualità, altri ancora fanno fatica a portare il peso di conflitti profondi non risolti o la noia di un temperamento privo di ragioni per vivere, altri, infine, si trovano a soffrire le conseguenze di mancati processi maturativi della persona, vittime di bisogni strutturali o di determinismi. Sono veri sacerdoti o no?
In molti di loro rimane solida la convinzione di esserlo. Molti tentano di impegnarsi al di sopra delle proprie forze per cercare di esprimere un ministero che ormai non dà loro più alcuna gioia. Continuano a donare l’Eucaristia, la Parola, il perdono dei peccati, con tanta angoscia nel cuore, con tanta amarezza, con quotidiano disgusto. Sono veri sacerdoti o no?
Anche essi sono “autentici” sacerdoti proprio perché crocifissi ogni giorno sulla croce della propria debolezza (che non è incoerenza) e della propria incoerenza (che è tanta debolezza). E’ forse una Messa senza valore questo calvario quotidiano?

Le crisi dei sacerdoti costituiscono altrettanti "semina Verbi" da custodire e scrutare accuratamente, a cui fare ricorso per comprendere, in senso esistenziale e non semplicemente morale, il mistero della pasqua di morte e di resurrezione di ogni uomo.

Quando fa tesoro di ciò che apprende lungo il cammino della vita, la memoria, docile alla metanoia, consente di assimilare verità fondamentali, ad esempio che le crisi sacerdotali sono anche un dono e che, per diversi motivi, si inseriscono in un piano di provvidenza e di amore, per il sacerdote, per la Chiesa. (continua)