Può sembrare un paradosso ma la crisi e le defezioni sacerdotali sono anche un dono di Dio alla Chiesa. Occorre molta umiltà per riconoscerlo, molta fede e molta grazia per accettarlo nelle sue conseguenze. Ogni sacerdote in difficoltà è anche il frutto di lacune personali e comunitarie che sovente non riconosciamo. Preferiamo darci pace attribuendo ogni responsabilità della crisi al maligno, ai singoli, al caso.

Dalle crisi, invece, emergono numerosi messaggi che provocano ognuno di noi. Emergono richiami a maggiore serietà nella selezione dei candidati, a più completa formazione dei futuri sacerdoti, a più fedele rispetto dei numerosi segni dei tempi presenti nei giovani che Dio ci manda. Emergono sollecitazioni ad un urgente ritorno alle categorie mentali della fede semplice, alla pratica incessante della preghiera, all’attuazione delle opere di misericordia per sostenere la perseveranza e l’umanità dei sacerdoti. Per questi richiami, le crisi sono anche un dono.

Circostanze complesse, di ordine sociale, culturale, ecclesiale hanno causato l’attuale fenomeno delle crisi, ma non devono costituire un alibi per le nostre responsabilità personali e comunitarie. Tutti dinanzi agli innumerevoli "abbandoni" e alle ancor più numerose crisi, dovremmo domandarci: quanto credo nel sacerdote? quanto spero nel sacerdote? quanto amo il sacerdote? quanto "pago" per il sacerdote? Perché le crisi sacerdotali nascono anche dalla generale indifferenza dinanzi a questi interrogativi.

La metanoia nella memoria è sorgente di vita, incoraggia ad andare oltre. Non è legge ma è spirito, è vita. E’ come l’alba della risurrezione. Le conoscenze passate, il patrimonio delle esperienze acquisite che appartengono ai ricordi, nella memoria profonda acquistano valore di attualità e di insegnamento perenne.

Ruolo della memoria è quello di essere una sorgente vitale di verità che emergono, come il colore o il profumo dei fiori, dagli eventi e dal loro senso profondo. Nella memoria purificata il Verbo si trova a suo agio e opera, alla radice, la nostra salvezza favorendo il sorgere di una nuova evangelica mentalità. (continua)