La memoria cristiana purificata favorisce una lettura più autentica della vita, matura sicurezze coraggiose e serene, guida verso modalità evangeliche di comunione con i sacerdoti, qualunque sia lo stadio e l’orientamento del loro cammino. La memoria purificata viene premiata con il dono del coraggio, con il gusto sereno e sicuro della innovazione, del profetismo di cui fa dono Gesù.

Una delle sorprese più belle, che ci viene regalata ogni giorno in modi diversi, è accorgerci che nella vita di una persona in difficoltà non viene mai tradita la speranza. Il Vangelo di Gesù sollecita a guardare solo in avanti. Così è nella vita di ogni uomo, di ogni sacerdote: mai pronunciare sentenze definitive di morte. La persona può cominciare ogni giorno il cammino verso la fioritura e la pienezza della propria vita, può essere sempre guarita dall’amore che l’ha creata. L’ultima parola di Dio sull’uomo, per gracile e peccatore che sia, è soltanto questa: "Alzati e cammina; se credi, vedrai le opere del Signore" (Gesù).
Quante persone, quante vocazioni sarebbero rimaste incompiute se non ci fosse stata la crisi salutare! Il passato non incatena nessuno. Nel sacerdote sofferente l’amore può risvegliare sempre i germi di umanità e di grazia che ogni uomo porta nell’anima, pur tra mille debolezze.
Questa fede semplice e perciò ardita, questa speranza totale e perciò premiata sa che tutto è grazia. Per chi crede, per chi ama, questo diviene evidenza!

Esistono sacerdoti che hanno molta paura di accettare le proprie vulnerabilità, di dichiarare le proprie fragilità. Le crisi sono allora un dono di Dio alla persona. Esse evidenziano ciò che l’uomo è veramente, gli rivelano le fragilità e le menzogne nascoste, lo educano a toccare con mano le proprie ferite. Le crisi sono spesso una scuola di realismo, di autenticità e di crescita, avviano un processo di verità spesso indispensabile per uscire dall’angoscia o dal non senso.
Anche il sacerdote, che è un uomo come tutti gli altri, non potrebbe avanzare in maturità se non fosse costretto a rimettersi in discussione radicalmente, a leggersi meglio, a decidere per la verità.
Le crisi sono certamente lo spazio nel quale la Provvidenza manifesta con forza, specialmente ai sacerdoti meno attenti, i richiami e le esigenze del suo amore. Sono il passaggio doloroso attraverso cui la grazia intende realizzare le guarigioni più profonde.

Fare la verità nella memoria non significa soltanto prendere coscienza e posizione la più chiara possibile verso le nostre zone d’ombra, i nostri peccati. Significa cercare di restituirle i lineamenti luminosi della memoria di Gesù. Significa aiutare la Grazia. (continua)