Dinanzi al grande mistero del cammino della libertà personale e dell’autocoscienza nella vita di un uomo, la nostra memoria deve essere Ppurificata" cioè innanzitutto umile. Umile, umana, rispettosa. Al di sopra dei luoghi comuni, delle sentenze superficiali o delle insinuazioni ingiuste rimane il vangelo dell’amore per la persona, per la sua gioia e per la sua inaudita bellezza. E la bellezza della persona è la sua verità, ove si realizza sempre l’incontro autentico tra il figlio sprecone e il Padre della misericordia.

Accade sovente che vengano espressi giudizi perentori, sentenze senza appello, nei confronti dei sacerdoti che attraversano momenti di difficoltà circa la propria vocazione o la propria umanità. Quasi sempre, quelle valutazioni sono ingiuste e arrecano morte soprattutto perché arrestano gli sviluppi imprevedibili della grazia e della vita che, invece, sono a disposizione di ogni creatura.

Il Padre di tutti "opera tutto in tutti" e "le pietre scartate dai costruttori, molte volte divengono pietre angolari". Questo evento si ripete da millenni nella storia della Chiesa e si ripete anche ai nostri giorni, quando le “pietre scartate” sono accolte e curate con amore, da persone che alla memoria malata dell’ieri preferiscono la memoria vitale dell’oggi, la memoria di Dio.

La vita quotidiana testimonia che il Padre di tutti risveglia nella vita dei suoi figli in difficoltà eventi mirabili e fecondi. Al di là delle previsioni saccenti e delle sicurezze arroganti e omicide, al di fuori di una diffusa "teologia della dannazione e del castigo divino", il Padre compie prodigi anche nella vita dei sacerdoti deboli, che da ultimi diventano primi, grazie alle loro fatiche e alle loro coerenze. Certo, "queste cose sono nascoste ai sapienti e agli intelligenti e sono rivelate ai semplici" cioè a coloro che, contro ogni presunta evidenza del passato, sono aperti a credere nel Dio di Gesù "nel quale viviamo, ci muoviamo e siamo". (continua)