Il vescovo, per aiutarmi, mi ha mandato in una casa di Esercizi. Mi dissero: facciamo un bel mese ignaziano. Io invece sono fuggito di là. Era più forte di me. Avevo nel cuore una immagine precisa di donna, il tradimento verso di lei, la mia fuga, il mio silenzio. Grazie a voi che mi avete accolto e mi avete lasciato il tempo di piangere. Grazie a chi mi ha detto: "non ti preoccupare di nulla, per ora. Devi avere tanta pazienza con te e con Dio". Eccomi qua, in piedi, come lo storpio guarito da Gesù.