… Il fatto più bello, però, lo ha raccontato nella sua deposizione [al Processo di Beatificazione] il Beato [San] Luigi Orione; un fatto che gli fu riferito in Brasile dal missionario scalabriniano Padre Faustino Consonni.
Lo zelo di Scalabrini era tanto grande che durante la sua visita in Brasile pensò anche di riannodare i contatti con i sacerdoti italiani "spretati", che sapeva presenti in gran numero nella metropoli di San Paolo (parecchi dei quali già con famiglia).
Il suo zelo giunse perfino al punto di organizzare una specie di corso di esercizi spirituali per loro. In apertura del corso, da lui stesso predicato, lo Scalabrini fu tuttavia colto da un senso profondo come di angoscia, perché non se ne aspettava tanti, né così tristamente ridotti, e non sapeva trovare le parole giuste per rompere il ghiaccio.
Mentre in un’attesa incresciosa egli andava girandosi nel dito l’anello episcopale, quasi a chiedergli la buona ispirazione, questa finalmente venne, mandatagli dal cielo: “Vedete - alfine proruppe -: se questa perla del mio anello mi si stacca e va a cadere nel fango, la perla si imbratta, ma … resta sempre una perla preziosa. E se io mi chino e prendo la perla e la metto nell’acqua, il fango se ne va, e la perla riprende il suo splendore … .
Noi, cari fratelli, siamo perle …”. 
La conclusione fu che tutto l’uditorio fu suo fin dall’inizio, e che molte perle si detersero dal fango e ritornarono a splendere.
Beato GIOVANNI BATTISTA SCALABRINI, Vescovo e Fondatore, Aneddoti e Detti, P. STELIO FONGARO (a cura)
Postulazione generale dei Missionari Scalabriniani - Piacenza s.d., p.10.