Ho incontrato un anziano sacerdote laicizzato da molti anni.
Mi ha detto: "Ho sempre accompagnato al catechismo i figli di mia moglie però mi fermavo sulla porta della chiesa per non contaminare la casa di Dio con la mia presenza. Da fuori gli dicevo: Signore Gesù, abbi pietà di me. Tu sai quanto vorrei vederti, quanto vorrei riceverti, ma non entro perché non sono degno".
Ho rivisto in lui il pubblicano che "fermatosi a distanza, non osava nemmeno alzare gli occhi al cielo ma si batteva il petto dicendo: o Dio, abbi pietà di me peccatore" (Lc. 18,13) e che "tornò a casa sua giustificato".
(Sacerdote diocesano)