«...Certe situazioni nella vita del sacerdote non si possono capire e risolvere, se non ci si accosta a lui più che con l'intelligenza, seppur teologica, con cuore di fratello.
La vertiginosa altezza della sacra dignità può sovente mettere in crisi la coscienza sacerdotale. Allora è veramente fortunato e felice il sacerdote che in quel momento trova al suo fianco uno o più fratelli, che con sincero amore gli tendono la mano per rialzarlo e sostenerlo: quella mano certamente porta impresse le piaghe di Cristo, che sono autenticità ed emanazione del perfetto amore. Anch'io ho provato la sofferta esperienza di critici momenti di smarrimento e confesso sinceramente che Dio mi si è fatto presente attraverso alcuni fratelli con cuore aperto, con generosa dedizione, e con delicatissimo tatto ha risolto i miei gravi problemi».
(da una lettera di un sacerdote)