«II Dio che mi aveva abbandonato a mezza montagna non mi avrebbe riconquistato se avesse dimenticato che avevo fame ogni giorno, se avesse dimenticato che la mia canonica era fredda e umida, che avevo i panni da lavare e le scarpe con il fango da pulire. Questa era la mia crisi di vivere. Mi ha convinto perché si è guardato bene dal mandarmi un santo gesuita ad aiutarmi con esercizi spirituali, si è guardato bene dal mandarmi il Vescovo che mi dicesse "bravo!". Mi ha mandato invece Lina, sessantadue anni di fede e di carità. La mia conversione alla vita e a Dio è cominciata da quella zuppa calda che ancora ricordo, preparata da una persona vera che appena poteva veniva a rammendarmi le calze in silenzio. Se non poteva mi mandava la nipotina con un sorriso e un uovo fresco di giornata».