Ho fatto visita ad un sacerdote malato. Soffriva, crocifisso sul letto, in un appartamento di periferia. Un sacerdote "espulso" da anni.
Mi ha detto: "Attraverso i miei errori giovanili e con la dura prova della espulsione dal mio Istituto il Signore mi ha tracciato una strada precisa. Dovevo prima o poi, per amore o per disperazione, scegliere soltanto Lui. Nella solitudine di questa stanza gli dico sovente: se è questa la notte in cui batterò alla tua porta, permettimi di entrare e fammi restare con te. Solo ti chiedo: Vieni tu, Signore, ad abbassarmi le palpebre. La mia casa è deserta. Il mio corpo abbandonato resti come umile offerta del mio sacrificio dinanzi a te".