"Ho peccato tanto nella vita. Credimi, sono uno straccio di prete.
Chi mi guarirà nell'anima? Chi mi aiuterà a salvarmi? Oggi mi sento solo di pregare così: Signore, se mandi all'inferno ci andrò per obbedire a Te almeno nell'eternità. Accetto già fin d'ora di essere un cero acceso che arda dinanzi alla tua giustizia.
A modo mio, tra i dannati proclamerò la tua misericordia perché non mi ha annientato".
(Sacerdote Diocesano, 38 anni)

 

"Non so decidermi a scrollare il mantello, a ripulire la vita dai cocci. Aiutami a sollevare gli occhi dal mio petto cosparso di ferite. Aprimi un varco in questa prigione dove mi sono murato, solleva la pietra pesante che ha sepolto ogni mia speranza. Ti donerei tutti i giorni che mi restano pur di potermi addormentare una sola volta con il Tuo sguardo".
(Sacerdote Diocesano, 48 anni)

 

 

Ma tu ti senti inseguito da un amore che ti vuole esclusivamente per sé, con esclusione dunque di ogni altro concorrente. Sai - come direbbe un altro lottatore che pur ha dovuto piegarsi, volente o nolente a questa legge dell’esclusivismo -, sei "afferrato da Cristo", che ti strappa da ogni altro legame. Questo purtroppo è la sua caratteristica: quando entra Lui nella vita di una persona, e vi entra con uno sguardo particolare, non sopporta concorrenti. Ogni legame va strappato, perché Lui vuol essere l’unico centro di interesse, l’unico punto di riferimento, l’unico polo attorno al quale organizzare la vita, l’unico amore, l’unico Tu.
(Un sacerdote)