Il servizio ai sacerdoti e alla Chiesa
deve essere un cammino di conversione
ad una vita intesa come "stato di preghiera".

Nel nostro cammino di ogni giorno ci accorgiamo di aver bisogno di preghiera e soffriamo di non saper pregare. Sentiamo la necessità di fare passaggio dalle preghiere allo stato di preghiera. E’ un bisogno dell’anima spesse volte in noi assopito e contrastato.
Per questo e per dare fondamento solido al nostro servire abbiamo deciso (ed è facile intuire chi è il grande suggeritore).
La preghiera cristiana ha come vero protagonista Dio che per primo ci è venuto incontro. E’ Dio che per primo ha aperto il dialogo. La preghiera non deve essere pensata come una scala per salire a Dio ma piuttosto come una scala per permettere a Dio di scendere verso di noi. Lui, poi, ci aiuterà ad entrare in Lui.
La preghiera cristiana per essere efficace esige la ricerca e la fedeltà ad un metodo. Il dialogo che Dio vuole mantenere con noi esige impegno.
L’esperienza dimostra che non è cosa facile pregare se non si usa un metodo che, favorendo l’azione dello Spirito Santo, faciliti l’incontro con Dio. I metodi di preghiera elaborati dai grandi Maestri sono una miniera ricchissima di suggerimenti e di accorgimenti pratici a cui può attingere chiunque. Una delle “tecniche” più conosciute come scuola di preghiera è la pratica degli esercizi spirituali.
Tutti i metodi suggeriti utilizzano varie tecniche, ma sempre per raggiungere la concentrazione necessaria e la docilità del cuore, elementi indispensabili per un autentico incontro con Dio. Si tratta di un vero e proprio exercitium, cioè una forma di preghiera organizzata nella quale la molteplicità degli atti e dei sentimenti è destinata a favorire l’incontro con Dio. Dal colloquio intimo con il Creatore deriva il frutto di una trasformazione vitale.
A questo esercizio la tradizione ha assegnato il termine di meditazione. Una scuola di preghiera, infatti, è una scuola di meditazione. Suo scopo è quello di offrire mezzi e aiuto a coloro che desiderano imparare a entrare in stato di preghiera. La scuola ha l’obiettivo di condurci preparati alle soglie del mistero dove Dio ci attende sempre disponibile ad un colloquio intimo, ineffabile.
Pensiamo di sapere tante cose su Dio e pensiamo di conoscere bene il Gesù dei Vangeli, eppure spesso Dio ci è estraneo e Gesù non sfiora la nostra vita. Conosciamo tutti il disagio di molti nei confronti del Padre nostro e dell’Ave Maria. Le ritengono ripetizioni meccaniche che dicono poco. Ciò avviene perché manca l’esperienza del contenuto, l’esperienza del mistero. E’ l’esperienza che fa Dio "vivo". Un Dio vivo interessa, riempie, trasforma.
Andremo a scuola di preghiera, a scuola di esperienza, per cominciare a scoprire la gioia di essere figli di Dio, la gioia di vivere, la gioia di servire. Per accogliere Dio che ci viene incontro ogni minuto e che si fa trovare in tutte le cose. Per "accorgerci" di Lui continuamente, soavemente.
Gesù parla dei fiumi di acqua viva che sgorgheranno dal cuore dei credenti (Gv. 7,37). L’orazione aiuta a scavare il cuore così a fondo che fiumi di vera vita possono inondare tutto l’essere. La Parola scritta, l’Eucarestia e la vita germogliano e divengono semi fecondi nel cuore dell’uomo, lungo l’arco del giorno e della notte, in proporzione del suo impegno nel pregare.
Dobbiamo imparare a nuotare nell’acqua viva dell’orazione, smettendo di annaspare nel vuoto o di nuotare nella sabbia.