Quando si ricercano le cause remote e profonde delle crisi che stanno devastando mente e cuore di tanti sacerdoti é facile scivolare nel tranello di affermazioni superficiali, affrettate o addirittura ingiuste. Molto spesso si punta il dito sulla immaturità affettiva, sulle carenze di formazione umana, sulla mancanza di preghiera o di generosità, eccetera eccetera. Rare volte si tengono presenti le circostanze storiche e culturali dell’ultimo secolo che hanno sconvolto lo status quo nel quale la Chiesa si era radicata e si è venuta fossilizzando. Queste circostanze di ordine generale, ignorate per troppo tempo, hanno avuto un influsso esteso e incontrollabile sul clero degli ultimi cinquant’anni. Le diocesi e i seminari hanno continuato a vivere e pensare come se nulla stesse cambiando nella società, non curanti di immani radicali trasformazioni della cultura, della storia.

Pochi richiami basteranno. La ipotesi evoluzionista (Darwin, 1859) svincolò l’uomo dal legame trascendentale con Dio collocandone l’origine nella comune parentela con gli altri animali; Marx con la sua protesta "non possiamo più attendere il paradiso!" sostituiva la tradizionale vita di fede con il perentorio progetto politico ateo; le grandi imprese industriali (General Motors, Fiat, Coca Cola) con i prodigi della tecnica, hanno trasformato il senso della terra da "valle di lacrime" in opificio di conquiste e di miraggi gratificanti; Einstein con la teoria della relatività, Picasso con la sua rivoluzione nella concezione e raffigurazione del bello, Freud che ha liberato la sessualità umana dalla funzione esclusiva della riproduzione della specie, il maggio francese con il 1968, il femminismo, il Concilio Vaticano II° sono soltanto alcuni dei protagonisti giganteschi di un’epoca fatta di radicali e irreversibili trasformazioni. La dura critica al passato, la rivolta contro gli "assoluti", il dilagare del relativismo, l’incombere di immani tragedie, la globalizzazione, i fondamentalismi, hanno destabilizzato o cancellato per sempre molte presunte certezze, in ogni campo del vivere umano, religione compresa.
Di fronte a così profondi mutamenti sociali e culturali che hanno corroso e minato la stabilità dell’umanesimo cristiano tradizionale, in modo particolare i sacerdoti degli ultimi cinquant’anni e del giorno d’oggi si sono trovati impreparati. Decine di migliaia ne sono rimasti disorientati, sono stati e sono tuttora travolti.