Un ideale sempre più incerto
di Luca Bressan

A conferma di questa trasformazione in atto nell'identità ministeriale, si può osservare il fenomeno del tramonto di un'idea chiara di prete che stia alla base e faccia da punto di riferimento del cammino di formazione dei seminaristi odierni. L'idea di fare il parroco diminuisce come motivo principale che spinge oggi ad entrare in seminario, un dato davvero sorprendente se confrontato con le motivazioni e le pratiche di cinquant'anni fa. Si entra in seminario con un'idea meno determinata di cosa voglia dire fare il prete: tramonta la figura tradizionale del prete (il parroco), non emergono figure nitide alternative, se non in parte quella del leader di un gruppo (colui che educa alla fede); soprattutto aumenta il numero di coloro che non hanno immagini ideali di riferimento. Un prete dunque visto meno come figura istituzionale, un po' più come figura carismatica, ma soprattutto come figura vaga.

Detto con una immagine, il prete così immaginato appare sempre meno parroco e sempre più "professionista", in grado di decidere liberamente in ogni momento i tipi di incarichi, i "doveri" legati alla sua professione, le azioni che non può permettersi di non svolgere. Un simile indizio potrebbe essere letto come il segno di una figura di prete che si pensa come leader, soprattutto carismatico-verbale, e meno ruolo di autorità (la figura del parroco - che ha pur tanto influito anche sulle vocazioni in via di maturazione - è destinata a conoscere un ridimensionamento anche forte).