di Jan Twardowski

erbaSan Francesco d’Assisi
imitarti non so,
la mia santità non vale un soldo,
a leggere la Bibbia, mi viene il mal di testa.

I pesci non mi vengono a sentire,
agli uccelli non so parlare,
il cane del parroco mi ha morsicato
e il mio cuore non ha tanto coraggio.

Sono belli i monti e le foreste,
mi attraggono sempre le rose,
ma di tutte le meraviglie della terra,
preferisco l’umile erba.

Bassa com’è, ci cammino sopra,
non ha né frutti, né spighe;
Erba, mia piccola sorella,
carmelitana dai piedi scalzi.

assisiFrancesco non si stanca di raccomandare ai sacerdoti soprattutto l’umiltà, riferendo l’esempio di Gesù stesso il quale "ogni giorno si umilia, come quando dalla sede regale discese nel grembo della Vergine: ogni giorno, infatti, egli stesso viene a noi in apparenza umile, ogni giorno discende dal seno del Padre sull’altare nelle mani del sacerdote". E le mani del sacerdote dovrebbero essere pure come quelle della Madonna, raccomanda il serafico padre, esprimendosi con queste parole sublimi:  "Ascoltate, fratelli miei. Se la Beata Vergine è così onorata, come è giusto, perché lo portò nel suo santissimo grembo (…) quanto deve essere santo, giusto e degno colui che tocca con le sue mani, riceve nel cuore e con la bocca e offre agli altri, perché ne mangino, Lui non già morituro, ma in eterno vivente e glorificato, sul quale gli angeli desiderano fissare lo sguardo".

francesco-estasi

Francesco d’Assisi - racconta il suo primo biografo, Tommaso da Celano - "ardeva di amore in tutte le fibre del suo essere verso il sacramento del Corpo del Signore”. E "riteneva grave segno di disprezzo non ascoltare almeno una messa al giorno, se il tempo lo permetteva. Si comunicava spesso e con tanta devozione da rendere devoti anche gli altri".  … E voleva anche che si dimostrasse grande rispetto alle mani del sacerdote, perché a esse è stato conferito il divino potere di consacrare questo sacramento. "Se mi capitasse - diceva spesso - d’incontrare insieme un santo che viene dal cielo e un sacerdote poverello, saluterei prima il prete e correrei a baciargli le mani. Direi infatti: Ohi! Aspetta, san Lorenzo, perché le mani di costui toccano il Verbo di vita e possiedono un potere sovrumano!".
In questa pagina è riassunto tutto il senso della vita eucaristica di san Francesco. Non manca proprio nulla:  la messa, la comunione, l’adorazione, il decoro dell’altare e delle chiese, la venerazione per i sacerdoti ... .