Quattro lettere scritte al "sacerdote senza futuro". Provengono dai monasteri di clausura. Parole semplici, patrimonio immenso di umanità e di grazia.

Caro "prete senza futuro", caro fratello bisognoso di amici, grazie per avermi offerto spazio per l'amicizia. Ho letto lo stralcio della tua lettera. Ho molti anni meno di te, ma ho conosciuto quel vuoto e quel sentirsi maledetti anche da Dio. Il tuo (come fu il mio) è un cammino di fede pura, senza ringhiere a cui aggrapparsi. Ma è una grazia molto grande perché fa radicare sulla Roccia.
Piegare le ginocchia è perseverare. Questo mi ha permesso oggi di cantare la mia libertà, di cantare l'Amore di Dio per me. Fallo anche tu e vedrai che anche tu potrai cantare la tua libertà di amare e di essere amato. Non so se questo ti dirà qualcosa; per me allora ogni parola, ogni esperienza degli altri era come estranea alla mia vita. Ma lascia che ti dica una sola cosa: io sono stata salvata dal nome di Gesù. Il nome di Gesù porta la sua presenza e se tu lo pronunci in qualunque situazione, con costanza e con forza anche se hai nausea di tutto, quel nome ti salva. Fatti forza e pronuncialo appena ti svegli, lungo la giornata, quando ti addormenti. Il nome di Gesù ripetuto e invocato nonostante la disperazione del cuore è stato la mia salvezza.
Ma non voglio dirti altro. Ti assicuro la mia preghiera. Gesù che siede alla destra del Padre non cederà ad altri la sua gloria, la tua vita.

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Voglio dirti un immenso grazie per la tua testimonianza. Si è impressa in me nel dialogo con il Signore. Ho deciso di accoglierti nel mio povero cuore.
Tutti i giorni, appena suona l'Angelus alle 4.30 di mattina, mi alzo con gioia per te. Subito dopo in Chiesa, dopo l'adorazione sussurro il tuo nome a Gesù e lo prego con forza di sollevare, purificare, vivificare il mio fratello più caro, e me anche se indegna. Durante la giornata, poi, ti seguo con l'Ave Maria e offro dei piccoli sacrifici a tavola, sul lavoro, nel silenzio. Traccio anche il segno di croce sulla tua fronte, da lontano ma con intensità. Ti dico queste cose, mio fratello in Cristo, perché tu sappia che non è vero che tu sei solo e che Dio ti ha abbandonato. Ti do perdono se fino ad ora ho offerto per te. Sappi che cerco di vivere tutto con amore per te e se Dio vuole ne avrò sempre di più. Spero proprio che tu un giorno possa venire al mio monastero per parlare a me e alle mie sorelle
Dimenticavo, ho messo nel mio libro dei salmi un brano della tua lettera cosi sarai con me e con le mie sorelle in tutte Ie preghiere del coro, sette volte al giorno

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Mi faccio interprete delle consorelle di questa comunità, siamo una trentina di diverse origini. Qui si parlano sei lingue siamo solo due italiane. Ma non ha importanza perché anche se le mie sorelle sanno leggere l'italiano è mia premura nella preghiera collettiva ricordare in modo particolare i sacerdoti e raccomandare a tutte di continuare a supplicare i nella loro lingua. Credo proprio che prima o poi darà pace e luce al cuore di questi figli.

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Sii più delicato con te stesso. Molte paure nascono solo dalla stanchezza dalla solitudine. Non angosciarti con fantasie e con ricordi, piuttosto allenta con riconoscenza dagli errori della giovane età. Accetta di buon grado il primo insegnamento di questa terribile crisi e continua ad essere te stesso. Voglio dire, non fingere mai di amare. Molti hanno « fortemente bisogno di te. Non continuare ad essere cinico o falso riguardo all'amore perché a dispetto di ogni fallimento l’amore è perenne.
Cerca di vedere quanto c'è di buono al mondo e prendi esempio dalle molte persone che lottano per alti ideali. Dappertutto la vita è piena di sacrificio e di eroismo. Che ti sia chiaro o no, nell'universo non tutto va fiorendo come dovrebbe. Mettiti in pace con la vita, rimetti pace alla tua anima. Nonostante tutta la presenza del male questo è ancora un mondo meraviglioso e la vita è stupenda anche quando si piange.