tempesta sedataChi si impegna a servire i sacerdoti con difficoltà umane o di vocazione si accorge che la crisi "sacerdotale" non esiste in quanto tale. È sempre e soltanto l'uomo concreto a trovarsi in conflitto con la propria "persona", con la propria individuale ''umanità". Per questo è errato parlare di crisi della "categoria" dei sacerdoti.

Ma queste ed altre considerazioni aiutano ben poco quando le situazioni di vita del sacerdote, soprattutto quelle più intime, si sono evolute in maniera apparentemente irreversibile e quel consacrato non "sente" più come proprio lo stato di vita sacerdotale. Allora quali criteri seguire, quali orientamenti suggerire, per aiutarlo in verità?

Per troppi è sufficiente appellarsi solo ai criteri della fede. Per pochi è necessario interpellare altre discipline che, paradossalmente, possono conoscere e servire l’ "umanità" del sacerdote più della teologia.

In questo servizio, ove sovente i diritti della persona reale sembrano in conflitto con i diritti di Dio e della Chiesa, occorre percorrere un cammino di discernimento delicato e complesso. Ma noi abbiamo deciso soprattutto di pregare e di amare, perché siamo convinti che in questo campo i discernimenti umani sono sempre ad alto rischio di errore e perché siamo consapevoli che Dio - quando gli si lascia il tempo - ricompone le vite infrante degli uomini suoi ministri nonostante la loro poca volontà e nonostante gli intralci delle nostre previsioni.

I limiti quotidiani del nostro discernere rendono più ardita la nostra fede.