festa del perdonoLa Lettera ad un Ministro, che qui riportiamo nelle linee essenziali, scritta da san Francesco d'Assisi ad un Superiore in crisi a causa dei peccati e della gracilità di alcuni suoi frati, è la nostra magna charta. Questo documento ci conduce alle soglie della Sapienza divina. Soltanto un gigante in umanità e carità poteva interpretare, dilatare e semplificare così il «comandamento» di Gesù.
Il Signore doni anche a te di gustare il sapore soave e vigoroso di questa norma di vita, per la quale ci sentiamo intimamente francescani.

"… quelle cose che ti impediscono di amare il Signore Iddio, e ogni persona che ti sarà di ostacolo, siano frati o altri, anche se ti picchiassero, tutto questo tu devi ritenere per grazia ricevuta. E così tu devi volere e non diversamente. E questo ti sia per vera obbedienza del Signore Iddio e mia, perché io fermamente so che questa è vera obbedienza. Ama quelli che ti fanno queste cose e non pretendere da loro altro se non ciò che il Signore ti darà, e in questo amali, e non volere che diventino cristiani migliori.
E questo sia per te più che stare in un romitorio. Ed io stesso riconoscerò se tu ami il Signore e se ami me suo servo e tuo, se farai questo, e cioè: che non ci sia alcun frate al mondo, che abbia peccato quanto più poteva peccare, che dopo aver visto i tuoi occhi, non se ne ritorni via senza il tuo perdono, se egli lo chiede; e se non chiedesse perdono, chiedi tu a lui se vuole essere perdonato. E se comparisse davanti ai tuoi occhi mille volte, amalo più di me per questo, affinchè tu lo possa conquistare al Signore. Ed abbi sempre misericordia di tali fratelli ..." (san Francesco).