vocazione andrea pietroAmare la dignità del sacerdote è favorire lo sviluppo delle premesse umane perché l'uomo consacrato possa percepire chiaramente la propria identità di chiamato, consacrato, mandato, e possa vivere fedelmente e serenamente la propria missione.

Amare l'umanità del sacerdote è amare i "valori di umanità" propri di quella persona, valori che sono sovente dimenticati da molti, insidiati, traditi, distrutti e che devono essere ricomposti, ricostituiti in armonia. Solo così l'identità e la perseveranza del chiamato possono divenire verità vissuta, vita autentica e non finzione, dono di sé e non menzogna.

Sappiamo molto bene che la coscienza riflessa del proprio sacerdozio e la perseveranza sono possibili solo all'interno di una vita matura nella fede. Ma sappiamo anche che questa maturità nella fede - salvo eccezioni che appartengono all'iniziativa divina - non può essere richiesta e ottenuta come dono che viene dall’alto né può essere vissuta responsabilmente, da adulto, in chi non è ancora nato o strutturato come persona o in chi è disturbato, destabilizzato da disarmonie e inconsistenze, da conflitti interiori e da bisogni nascosti.

Pensare e servire così è sicuramente il nostro specifico.