nativitSono ancora molti i sacerdoti che, nei momenti più difficili della loro vita, hanno bisogno di “un po’ di paglia” dove riposare, di un luogo di speranza dove ritrovare se stessi. Sovente “per loro non c’è posto nell’albergo”. Non alla tavola, non nel cuore, non nella memoria dei fratelli.

Per ciascuno di questi figli, cerchiamo di essere soltanto la grotta di Betlemme: un approdo dopo tanto intimo vagare, un riparo nella notte per quel bambino che è sempre presente in un uomo in difficoltà, un rifugio inatteso per chi sovente è stato frainteso, una possibilità di tepore affettivo, una proposta di compagnia. E poi una solida amicizia.

In questa nostra grotta c’è una luce. È la certezza che l’evento della Vita accadrà, che il Bene divino nasce e rinasce nel cuore di ogni uomo, se mediato dai valori dell’umanità di donne e di uomini che credono e che sanno sperare.

In questa grotta di semplice amore, da tanti anni, l’imprevedibile diviene realtà.