mater deiI doni ricevuti da Dio lungo questo nostro servizio d’amore sono veramente tanti, e il valore di ogni dono è sconfinato.

I sacerdoti che abbiamo amato e con i quali abbiamo sofferto e poi gioito nel Signore; le religiose e le anime devote che per loro e per noi hanno pregato senza interruzione; i laici cristiani, amici evangelici, che li hanno aiutati nelle mille necessità; i benefattori che, mossi dall’amore per Gesù, hanno reso possibile ogni nostro gesto d’amore: sono soltanto alcune tra le innumerevoli manifestazioni della predilezione che Dio ha avuto per noi!

Attraverso una così abbondante esperienza di grazia (o Sapienza, che ci consentì di gustarti profondamente!) il Signore ha voluto rivelarci il suo volto. Tornano alla memoria le sue parole, rivolte ai primi sacerdoti: «Chi ama voi, ama me». Per coloro che amano i sacerdoti l’esperienza della riconoscenza di Dio è dono quotidiano.

Nel momento di intraprendere un nuovo anno di Servizio accanto ai sacerdoti bisognosi di speciale amore dobbiamo «fare unità». Unità nella nostra riconoscenza; unità nella speranza. Nella riconoscenza: perché il Signore e stato ed è incredibilmente buono con noi! Nella speranza, perché Lui, l’Altissimo, non si lascia vincere da nessuno in generosità e misericordia.

Lo spirito di riconoscenza abituale e di speranza nei confronti di Dio, Padre di ogni consolazione, divampi nei nostri cuori, fiorisca sulle nostre labbra e divenga annuncio quotidiano, caratteristico «vangelo» di questa nostra fraternità.