jesusQuando una persona povera ci viene incontro e ci chiede aiuto, temiamo di perdere qualcosa, di restare contagiati dalla sua povertà. Se ci accostiamo al suo dolore, sentiamo che è necessario cambiare il nostro modo abituale di leggere la realtà, il nostro stile di vita. E c'invade la paura.

Il povero che bussa alla nostra porta e che ci chiede di condividere la sua fatica, ci chiede di cambiare «dentro».
Nei confronti del sacerdote in difficoltà accade così. Abbiamo timore di stringergli la mano, di accoglierlo, di amarlo. Abbiamo timore perché - se siamo sinceri - egli ci chiama in causa, mette a nudo l'autenticità del nostro vangelo, sfida molte nostre certezze.

In cammino durante questo Anno Sacerdotale, un passo da fare è guardare all'uomo sacerdote in difficoltà accettando la sua esistenza e la sua complessa realtà come un invito perentorio al nostro personale cambiamento. Spesse volte, egli ci rivela le sue e le nostre molteplici povertà.

Il tempo del Giubileo Sacerdotale è un tempo privilegiato d'amore, da vivere «insieme» in atteggiamento di ascolto. È tempo di grazia per prestare attenzione, con le orecchie e con il cuore, a ciò che l'uomo sacerdote in difficoltà proclama con il suo disorientamento, a ciò che dona con la sua presenza.