calvario tiepoloEsistono sacerdoti che per tutta la vita devono fare i conti con le proprie debolezze. Alcuni si trovano a doversi accettare con un carattere impossibile, altri devono sostenere l’umiliazione di qualche disarmonia nel campo dell’affettività o in quello dell’equilibrio della sessualità, altri ancora fanno fatica a sopportare il peso di conflitti profondi non risolti o la noia di un temperamento privo di ragioni per vivere, altri, infine, si trovano a soffrire le conseguenze di mancati processi maturativi della persona. Sono veri sacerdoti o no?

In molti di loro rimane solida la convinzione di esserlo. Molti tentano di impegnarsi al di sopra delle proprie forze per cercare di esprimere un ministero che ormai non dà loro più alcuna soddisfazione. Continuano a donare l’Eucaristia, la Parola, il perdono dei peccati, con tanta angoscia nel cuore, con tanta amarezza, con quotidiano disgusto. Sono veri sacerdoti o no?

Aiuto al Sacerdote crede che anche essi siano “autentici” sacerdoti proprio perché crocifissi ogni giorno sulla croce della propria debolezza (che non è incoerenza) e della propria incoerenza (che è tanta debolezza).

È forse una Messa senza valore davanti a Dio questo Calvario quotidiano?