dottore della leggeLa realtà delle crisi sacerdotali risveglia, in molti, reazioni di meraviglia e di sgomento, sensazioni di incapacità e di impotenza. Come aiutare efficacemente un uomo sacerdote in difficoltà? Come avvicinarsi alla profondità e alla vastità delle sue sofferenze, del suo smarrimento, della sua gracilità?

Certo, non esiste persona umana che possa liberare un altro uomo dalle proprie catene interiori, fatte di paure e di bisogni, di ritardi maturativi e di reticolati mentali. Ma esiste la grazia! Esiste un modo corretto per rapportarci a questo dolore delle persone e della Chiesa: è il coraggio dell’amore, è la grazia di guarigione che si fa storia attraverso l’amore quotidiano e concreto dei fratelli.

Conosciamo e gustiamo l’imprevedibile divino che si nasconde dentro gli eventi. Questo servizio fraterno vive ogni giorno l’efficacia della grazia sanante, nella propria storia e in quella dei sacerdoti a noi donati. Una vita nuova, risvegliata dal Padre della vita, attraverso le più imprevedibili mediazioni e circostanze, riprende a germogliare nell’intimo dell’uomo sacerdote sofferente, e matura come orientamento, scelta, decisione, coerenza. Chi la sperimenta ogni giorno, conclude semplicemente: tutto è grazia, veramente qui c’è il Signore.

Caro Amico, continua ad aiutarci ‘fino alla fine’ oltre ogni barriera e confine, perché appaia sempre più tra noi e nella vita dei sacerdoti la divina bontà.