cristopantocratoreL'uomo sacerdote che vive momenti di difficoltà, riscopre con chiarezza la volontà di Dio su di sé e può rispondere con libertà alla Sua chiamata solo se viene aiutato a percorrere un rigoroso itinerario di discernimento e di formazione della propria persona.

La condizione da cui partire è riconoscere che la volontà di Dio in ogni persona è la "vita". Il «sì» che il sacerdote deve dire a Dio, prima di ogni altra consacrazione, è il sì alle potenzialità di vita e alle esigenze personali di armonia, di sviluppo, di maturità che porta in se stesso. 

Il primo luogo dove incontrare la volontà di Dio è la nostra realtà profonda, con le sue ricchezze, le sue aspirazioni, il suo anelito di Verità e di Amore. Solo nel rispetto e nello sviluppo di questo intimo patrimonio di vita fiorisce ogni scelta ed ogni decisione autentica secondo Dio. Chi ignora questo dato o procede diversamente esprime una vocazione gracile perché basata su una struttura inconsistente di personalità.

La divina chiamata è veramente «divina» solo perché si identifica con la «vita» profonda della persona, creata per il cammino verso la maturità e l’armonia. Innanzitutto in questo, Dio aspetta di vedere nel sacerdote la Sua immagine.