giovanni-paolo-iiNei confronti dei sacerdoti che vivono momenti di difficoltà o che hanno deciso il ritorno alla vita laicale, la nostra memoria ha bisogno di essere purificata, cioè liberata da incrostazioni di male. Ha bisogno di impregnarsi di grazia e di sapienza.

Tra gli inquinamenti che minacciano la salute dell’uomo, l’inquinamento della memoria, individuale e collettiva, merita un’attenzione prioritaria, perché alla base di ogni nostra crescita o regressione sta la memoria profonda, che con i suoi processi pervasivi influisce sulla nostra stessa autenticità umana e cristiana, personale e istituzionale.

Questo nostro Servizio accoglie l’invito pressante del Papa a "purificare la memoria". Nell’accoglienza, nell’ascolto, nel confronto con numerosi sacerdoti o religiosi, abbiamo imparato quanto sia necessario convertire la propria memoria per aderire con amore al loro dramma, per risvegliare meglio i germi della grazia, per favorire i loro passaggi alla vita.

Ancor oggi, è urgente accogliere con umiltà gli insegnamenti dell’esperienza del passato e del presente, avendo il coraggio di cambiare mentalità e cuore nei confronti dei sacerdoti in difficoltà o tornati allo stato laicale. Significa voler ascoltare i messaggi reconditi che si nascondono al di dentro delle crisi, delle "defezioni", talvolta delle imprecazioni. Significa prendere coscienza dei comportamenti ingiusti avuti nei confronti di tanti fratelli e sostituirli con rapporti umili e generosi di vigorosa tenerezza, basati sul vangelo del rispetto della persona, della sua dignità, della sua libertà.