gesu nel tempioEsiste nella Chiesa un fenomeno che, con intensità e modalità diverse, sembra prendere campo, specialmente tra i giovani sacerdoti o religiosi: il fenomeno dell’invecchiamento precoce. Dopo i primissimi anni di fervore (più o meno autentico), in numerosi consacrati si attenua il vigore delle motivazioni, l’interesse per un amore più generoso, la tensione alla fedeltà, la gioia della perseveranza.

Si diffonde il fenomeno della resa di fronte alle difficoltà e agli impegni della coerenza, l'adeguamento ai comportamenti di facciata o di mestiere, la ricerca del quieto vivere, talvolta l’ufficializzazione della doppia vita.

Si tratta di una diffusa crisi di regressione, resa estesa e profonda - più di quanto non appaia - dall’accettazione, tacita o esplicita, da parte di confratelli e superiori.
Come arginare questa piaga dell'invecchiamento precoce, nella mente e nel comportamento, delle giovani generazioni?
Secondo noi esiste una sola risposta: risvegliare e mantenere viva, a tutti i livelli di età, la passione per la propria formazione personale, senza distinzioni di ruoli.

Che senso avrebbe "percorrere il terzo millennio" senza questa garanzia di autentica umanità?