sistinaGli atteggiamenti mentali di fronte al fenomeno delle crisi e degli abbandoni sacerdotali sono talvolta caratterizzati da superficialità di giudizio, da scarsa considerazione della persona e della sua storia, da ignoranza circa le radici reali di quei disorientamenti, di quelle sofferenze. Ancora si preferisce liquidare il problema colpevolizzando il fratello, riducendo tutto alla categoria dello "scandalo", del "peccato" da cui è conveniente dissociarsi.

Ma che "colpa" ne hanno quegli uomini in frantumi quando pare evidente, all’attento osservatore, che sovente essi sono il risultato di un superficiale discernimento iniziale o di un mancato processo di crescita "umana" o di una formazione "cristiana" puramente rituale!

Sovente, le croci più devastanti che si portano dentro sono il frutto della altrui  incompetenza, disattenzione, noncuranza. Troppe volte la loro "vocazione" non è stata aiutata a purificarsi e a integrarsi nella persona, che è rimasta ferita, carica di bisogni e di conflitti.
Ciò che è mancato troppo sovente è stato un amore autentico e competente per quei figli, per la crescita della loro persona.