doloreChiunque voglia aiutare un sacerdote che soffre deve acquisire la capacità di accogliere in sè molto dolore. Solo a questa condizione tutti gli aiuti diventano credibili e fecondi.

Divenire capaci di dolore significa offrirsi come discarica sulla quale chi soffre possa riversare le scorie della propria vita. Significa credere ed operare perché ogni sofferenza, anche la più ingiusta o la più colpevole, possa divenire forma e sostanza di vita nuova, di maturità. Significa sperare che l’altro possa guarire dal proprio dolore nascosto, per quanto è possibile fino alle più intime radici.

Divenire capaci di dolore significa pregare e far pregare incessantemente l’Altissimo, con fede semplice e forte, sostituendosi volentieri al sacerdote che non prega più. Significa anche chiedere l’elemosina agli uomini per le mille necessità del sacerdote ferito, giudicato, condannato.

Divenire capaci di dolore significa cercare di imitare Gesù che ha assunto in Sé il dolore e la debolezza di ognuno di noi per offrirli morendo al Padre.
Questo é il significato quotidiano e profondo dell’invito evangelico a «dare la vita per i propri amici» (Gv 15).