alzati e camminaUna delle sorprese più belle, che ci viene regalata ogni giorno in modi diversi, è accorgerci che nella vita di una persona in difficoltà non si deve mai tradire la speranza. Il vangelo di Gesù sollecita a guardare solo in avanti. Così è della vita di ogni uomo, di ogni sacerdote: mai pronunciare sentenze definitive di morte. La persona può cominciare ogni giorno il cammino verso la fioritura e la pienezza della propria vita, può essere sempre guarita dall’Amore che l’ha creata. L’ultima parola di Dio sull’uomo, per gracile e peccatore che sia, è soltanto questa: «Alzati e cammina; se credi, vedrai le opere del Signore» (Gesù).

L’esperienza quotidiana ci sospinge a proclamare con stupore le parole del Sabato santo:
felice colpa, benedetta debolezza! Quante persone, quante vocazioni sarebbero rimaste incompiute se non ci fosse stata la crisi salutare! Il passato non incatena nessuno. L’amore, il nostro amore, può risvegliare sempre, nella persona sofferente, i copiosi germi di umanità e di grazia che ogni uomo porta nell’anima, pur tra mille debolezze.

Ciò che sostiene dal di dentro il nostro fraterno servizio é questa fede semplice e perciò ardita, questa speranza totale e perciò premiata.
Tutto è grazia. Per chi crede, per chi ama, questo diviene evidenza!