beatogpii"Il dovere di dare incremento e sostegno alle vocazioni sacerdotali spetta a tutta la comunità cristiana, che è tenuta ad assolvere questo mandato anzitutto con una vita perfetta nella carità".

Questa frase dell’Optatam totius, il decreto del Concilio Vaticano II sulla formazione dei sacerdoti, orienta e sostiene tutta l’azione pastorale ed il fraterno servizio in favore delle vocazioni. E’ tale la sua importanza per tutta la Chiesa, che sarebbe grave lacuna non tenerla presente anche nel nostro cammino.

Ancora una volta con parole chiare, servendosi della voce del Concilio, il Padre, il Figlio e lo Spirito, ci ricordano che noi, fratelli e sorelle, comunità che cerca di divenire « cristiana », non siamo tanto intermediari che si interpongono per propria iniziativa tra Dio e il sacerdote, sia pure per prestare un servizio, ma siamo piuttosto tutti insieme « per vocazione », e dobbiamo divenirlo sempre di più, strumenti e manifestazioni della grazia di Dio che salva l’uomo.

L’immediato riferimento alla "vita perfetta nella carità" è necessario. Infatti soltanto il nostro impegno a divenire personalmente perfetti nell’amore soprannaturale, pagando cioè di persona tempo, preghiera e salute, garantisce un’azione - o meglio una mediazione - veramente efficace per la Chiesa; così come la preoccupazione amorosa per le vocazioni è il « test definitivo » della nostra vitalità e del nostro amore per il Padre. Ma ciò che conta, da sempre, è dare ai fratelli qualche segno chiaro dell’amore di Gesù per loro; ed ogni segno è chiaro, è evangelico, solo se nasce come frutto dell’ unità, dell’amore perfetto tra molti.

Abilitati a manifestare la presenza e l’amore di Dio che salva, siamo mandati come altrettanti apostoli a rendere credibile ed efficace la grazia attraverso la semplicità e l’intensità del nostro amore concreto.