gesu voltoEsiste nella Chiesa una grande famiglia di persone che consacrano la loro esistenza per la santificazione e la perseveranza dei sacerdoti. Sono soprattutto le monache di clausura e le religiose, o anche numerosi sofferenti, che con la loro preghiera e obbedienza sono una grande garanzia di aiuto divino in soccorso della  gracilità umana.

Ma alla loro dimostrazione quotidiana di fedeltà a Gesù sacerdote che è presente nei suoi ministri più deboli non corrisponde, nella Chiesa, altrettanta sensibilità sul piano della carità attenta e operosa, sul piano della riflessione responsabile e della misericordia. Di fatto sono insufficienti le iniziative di accoglienza e di aiuto, così come sono tuttora ignorate alcune radici remote del fenomeno delle crisi, come la selezione superficiale dei candidati al sacerdozio o la mancanza di rigore nella loro formazione.

Chiunque opera in questa vasta missione di amore, se si addentra nel "misterium iniquitatis" fino a giungere alle soglie dell’inferno, fa esperienza di una singolare solitudine. A volte sperimenta addirittura il dissenso e il rigetto da parte di chi dovrebbe pur essere in prima fila a soccorrere  i ministri di Dio. Il servizio prestato alla porzione più dolente della Chiesa fa troppo contrasto con la  tradizionale immagine di illibatezza della Sposa da difendere ad ogni costo.
Sarebbe sicuramente più evangelico ed esemplare decidere coralmente per il coraggio dell’umiltà e della verità, che spinge a rimboccarsi le maniche senza paure o ipocrisie, che apre la porta a inaspettate esperienze di fede.