duomo nativitaOgni uomo sacerdote che vive momenti di difficoltà, in misura maggiore o minore custodisce dentro di sé un bambino. È un bambino che a volte sembra insopportabile, ma che invece è molto amabile, ricco di potenzialità, carico di dolore e di paura. È "il meglio di ogni persona" non ancora nato, un gomitolo di aspirazioni e di bisogni, che talvolta è stato intimamente violentato, soffocato.

Nell’uomo sacerdote in difficoltà questo bambino interiore ha ancora bisogno di molte cose, supplica silenziosamente di essere amato, chiede che gli venga riconosciuto il diritto di esistere, desidera venire alla luce e maturare nella pienezza della vita. Ma gli adulti non gli prestano attenzione, non c’è posto per lui nei loro schemi mentali, nel loro cuore, nella loro pazienza.

Quando sarà natale per "questo" bambino? Per la sua origine, per la sua preziosità e unicità, per la sua ricchezza e profondità questo bambino che è nel sacerdote è "divino". Ma quando si aiuterà ogni uomo sacerdote a nascere al mondo, pienamente, come persona, come figlio di Dio?

Nella nostra povertà, ogni giorno  cerchiamo di accogliere nel sacerdote la persona ferita quand’era piccola, o non sviluppata nei suoi processi maturativi, o esposta allo spreco, alla rovina a causa delle proprie incoerenze, affinché cresca e divenga capace di viversi  in ordine, in armonia con la propria coscienza profonda, con la propria reale vocazione.
Nella loro "notte santa" cerchiamo di accendere luci di speranza. Non saranno i bagliori degli Angeli: ma a volte basta essere l’umile fiaccola dei pastori.