sequelachristiDi fronte al fenomeno delle crisi e delle defezioni dei Sacerdoti, di fronte alla realtà di un prete in crisi si assumono gli atteggiamenti più diversi. Alla reazione di meraviglia per la vastità e la ripetitività del fenomeno, fa eco il giudizio sommario o il disorientamento nelle valutazioni.

Se talvolta c'è seria apprensione per il dolore e le responsabilità individuali di coloro che sono in crisi, accanto si presenta il disinteresse, il fastidio, la rimozione nei loro confronti.
Di fatto sono insufficienti le iniziative di accoglienza e di aiuto offerte ai presbiteri in difficoltà, così come sono ancora disattese alcune radici remote del fenomeno, ad esempio la superficiale selezione dei futuri sacerdoti oppure la mancanza di  rigorosa formazione dei chiamati.

Esiste nella Chiesa una grande famiglia di persone che, sollecitate dallo Spirito Santo, hanno consacrato la loro esistenza per la santificazione dei sacerdoti e per la loro perseveranza. Sono soprattutto le monache di clausura e moltissime religiose,  ma anche laici e laiche di ogni terra e cultura, che con la loro preghiera e fedeltà costituiscono un forte baluardo nei confronti del dilagare del male, impegnati con la preghiera  in una vasta azione di sostegno e riparazione della Chiesa di Gesù.
Ma a tanta dimostrazione di fedeltà al Sommo Sacerdote presente nei suoi ministri non corrisponde altrettanta coerenza e sensibilità sul versante della carità operosa,  della riflessione doverosa, del coraggio sapienziale e creativo.

E chiunque operi in questa vasta missione di amore, se si addentra nel "misterium iniquitatis" fino a giungere le soglie dell'inferno, fa l'esperienza di una singolare solitudine.