01lavandaL'attenzione ed il servizio offerti alla parte più dolente della Chiesa, ossia ai sacerdoti in difficoltà, risvegliano, in molti, disappunto e irritazione perchè contrastano con una realtà e una immagine di illibatezza ecclesiale che ... vanno comunque difese.

Forse sarebbe più evangelico ritrovare il coraggio dell'umiltà e della verità e rimboccarci di più le maniche (Tonino Bello ricordava a tutti "il grembiule"), riconoscendo con aperta sincerità che i ministri di Dio sono poveri uomini, insidiati dai vizi come tutti. Il carattere sacerdotale non "immunizza" nessuno di fronte al male. Tutti siamo chiamati ad aiutare i fratelli deboli con misericordia infinita. Se i sacerdoti talvolta sono stati scelti male e formati poco come potremmo aspettarci persone solide e credibili, serene e coerenti? Ancor oggi, prima di farli sentire "alter Christus" sarebbe bene verificare se o quanto sono semplicemente persone veramente umane.

Su questo versante di umana consistenza e maturità, irrinunciabile premessa per la ministerialità sacerdotale, non si insiste ancora a sufficienza. I Documenti magisteriali sono numerosi e pressoché perfetti, ma la prassi, in alcuni nodi essenziali del rinnovamento formativo (non solo disciplinare!) è rimasta ferma e carica di  paure. Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti e continueranno nel tempo. Qui la sola preghiera non basterà.