gesu-e-giovanni-iconaL’impegno fondamentale della vita del sacerdote è quello di essere un uomo di Dio, un uomo vivo di lui, per lui, in lui. Gli uomini di tutti i tempi attendono questo. "Ovunque passa un santo, gli uomini ricevono quello che cercavano" affermava il Curato d’Ars.

Cosa serve al sacerdote la conquista del mondo intero se il molto "da fare" accompagna il suo progressivo distacco dal Dio personale e vivente e ne proclama di fatto la inutilità? Nella marcia verso la terra promessa, che rappresenta la storia di tutta l’umanità e di ciascun uomo, il sacerdote, scelto tra gli uomini, condurrà i suoi fratelli, al di là dei deserti umani, al gusto e al possesso del divino soltanto se rimane in ascolto costante di Dio che gli parla "come un amico parla a un amico" (Es 33,11).
Questa parola "amicizia" l’abbiamo raccolta con meraviglia dalla bocca del Signore: "non vi chiamo servi; io vi chiamo amici!" (Gv 15, 15) ed é il programma di vita del sacerdote!

La vita cristiana, la vita "eterna" non é altra cosa che questa amicizia, questa intima familiarità dell’uomo con il Padre. E la missione essenziale del ministro di Dio (troppo diversa da quella del funzionario!) é quella di testimoniare e insegnare con la vita la tenera e forte e quotidiana amicizia tra creatura e Creatore.