santifrancescaniE' semplice follia il pensare che i sacerdoti, per il fatto di essere stati consacrati ministri dell’Altissimo, siano immuni da colpe e che, al termine della vita terrena, facciano passaggio immediato al Paradiso. Proprio in ragione della loro umana fragilità e delle loro responsabilità dinanzi a Dio, alla Chiesa e agli uomini, semmai, essi sono più esposti di altri alle insidie del male e al rischio del giusto giudizio della propria coscienza. Anche per loro rimane la necessità della perfetta purificazione dell’anima, prima che la Santa Trinità li unisca a sé nella pienezza dell’amore e della beatitudine senza fine.

Conclusa la loro missione umana e sacerdotale sulla terra, santi o peccatori che siano, che ne sarà di loro? In verità, vengono ben presto dimenticati dalla carità dei fedeli e rimangono pur essi abbandonati nei camposanti mentre assai dolorosamente vivono nell’attesa che qualcuno ottenga per loro pienezza di misericordia e li aiuti ad entrare nel pieno possesso del Mistero di Dio Amore, nel Paradiso.

Esistono i sacerdoti "in difficoltà" nel Purgatorio! Sono una moltitudine immensa che, come il povero Lazzaro di cui ci parla chiaramente Gesù, "bruciano in quella fiamma" che è la brama di unirsi al Creatore e Padre e si consumano nel dolore per i propri peccati (primo tra tutti, il vuoto di preghiera).

Essi che hanno donato a piene mani la salvezza agli uomini e, anche se indegni, realizzavano il divino mistero del perdono dei peccati, hanno assoluto bisogno della intercessione dei fratelli, della carità della loro preghiera e della loro penitenza.

Le tante forme di aiuto ai sacerdoti in difficoltà, prestate loro quando erano in vita, ricevono compimento da questa incessante preghiera di suffragio.