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Angoscia e smarrimento caratterizzano resistenza dell'uomo in difficoltà; nel sacerdote esse salgono dal profondo come un'invocazione continua verso la misericordia di Dio.

Nel mistero della provvidenza divina l'angoscia diviene quasi sempre tacita o disperata preghiera. A noi è dato di gustare sovente le risposte che Dio dona ai suoi ministri feriti. Ma quanta debolezza rimane in chi ha appena ascoltato la Parola interiore "alzati e cammina"! Quanta trepidazione, quanto pericolo di nuovo abbattimento non appena la grazia torna ad essere appena percepita ed inizia ad esigere impegno vigilante e continuo soprattutto nella preghiera.

Conosciamo per esperienza i drammi della debolezza umana e li viviamo nella fede. Il Signore non supplisce coi miracoli alla dura legge della gradualità della ripresa spirituale né anticipa i tempi della risurrezione, anzi, talvolta permette ulteriori ambiguità e delusioni, ma crediamo che nulla è impossibile a Dio e che "eterna" è la sua misericordia.

La perseveranza nella fedeltà sacerdotale è soprattutto dono dello Spirito che va invocato e creduto. Per questo dono chiediamo a tutti gli amici incessante preghiera e gesti di amore e di penitenza.