giudizio

La tentazione di pronunciare sentenze senza appello nei confronti dei sacerdoti in difficoltà è sempre in agguato dentro tutti noi. In verità, chi può emettere giudizi definitivi nei confronti di un sacerdote che soffre, che sbaglia, che pecca? Chi può permettersi anche solo di pensare: «non c'è più niente da fare»? Nulla è assoluto se non l'amore di Dio, l'amore che salva anche attraverso l'angoscia ed il peccato. Di fronte al mistero della divina volontà che prova i sacerdoti immergendoli nella debolezza o nella disperazione per purificarli, sforziamoci di rinunciare a schemi mentali, a certezze teoriche, a sentenze senza pietà.

La nostra speranza è fortificata dalla solida convinzione che la grazia opera al di là di ogni previsione umana e porta sempre frutto quando incontra l'ambiente favorevole. Questo ambiente è solo l'amore incondizionato dei fratelli.