ImmQuando ci sì impegna nel servire i fratelli occorre contrastare la sottile tentazione di imporre inconsciamente le proprie idee, i propri schemi, le proprie certezze.

Chi serve il sacerdote in difficoltà è sovente tentato di "organizzare" tutto in vista del "recupero" o addirittura della "salvezza" del ministro di Dio, secondo una strada a senso unico. Con ciò, quasi sempre, si ignorano le sofferenze e le necessità reali di un uomo concreto, di un uomo da conoscere, da amare, da rispettare.

Non abbiamo scopi reconditi nel nostro servire. Prestiamo particolare attenzione ai problemi concreti dei sacerdoti ma, per quanto possibile, intendiamo soltanto aiutarli a ritrovare Gesù. Il nostro impegno è camminare assieme all'uomo sacerdote per cercare di comprendere chi e che cosa si nasconde e parla anche dentro una storia di smarrimento o di infedeltà.

Vogliamo fare "questa" esperienza, vogliamo vivere "questa" fede, consapevoli che al fondo di ogni cammino di immaturità o di solitudine o di colpa riemerge più violento e persuasivo il bisogno di Lui.

Il nostro scopo è solo questo: pregare e fare tutto il possibile perché tra l'uomo sacerdote e Gesù fiorisca un abbraccio definitivo.