papa-francesco-i-jorge-mario-bergoglioCaro nostro fratello Papa, nella tua elezione a Vescovo di Roma, forse la tua umiltà non ti consente di percepire un significato profondo: Tu sei la risposta. La risposta che il Padre di Gesù ha donato alle preghiere del Vescovo Benedetto, di una moltitudine di credenti, alle attese dell’umanità.
Se aspettavamo un segno evidente che il Signore ama il suo popolo e lo conduce alla serenità e alla pace, allora quel segno sei tu. Dalla trepidazione della "rinuncia" del Pontefice predecessore alla gioia, alla serenità della speranza! A Dio sono bastati pochi giorni per compiere il miracolo! Come dubitare della presenza dello Spirito del Risorto nella sua Chiesa?
Tutti gli uomini di buona volontà, disseminati nel mondo, hanno vibrato di sorpresa e di commozione per il dono inaspettato del tuo nome, Papa Francesco, e per il programma di misericordia e di coerenza che esso racchiude. Parlando il linguaggio universale della semplicità disarmata (chi può dimenticare quel tuo "buona sera", così universale e denso di messaggi?), hai caricato ogni parola, ogni silenzio, ogni tuo gesto, con il calore umile, semplice e fiducioso, con la sicurezza che viene dalla luce che abita in te e irradia da te.
Caro Papa Francesco, pregheremo tanto per te. Ce lo hai chiesto in quella prima sera, con esemplare umiltà inchinato davanti al mondo (quasi sembrava che volessi metterti in ginocchio davanti a noi!). Ogni sera, ti saluteremo pensando a te e pregando. Ci accompagnano le tue indimenticabili parole di saluto: "buona notte, buon riposo"! Come tra amici, come con Gesù.