elezioneFin dalle sue prime parole e dai primissimi gesti, Papa Francesco ha diffuso nella Chiesa una ventata di stimolante novità e freschezza. Tutti hanno percepito che lo Spirito divino, che anima la storia degli uomini, invitava a prestare molta attenzione a quell’uomo vestito di bianco, con le scarpe da contadino, che si chinava dinnanzi alla enorme folla dei credenti e dei curiosi dicendo, con la fronte rivolta a terra, "vi chiedo di pregare in silenzio per me".

Apparso alla loggia vaticana quasi sospeso tra terra e cielo, si era fermato  in silenzio, un interminabile minuto di silenzio, ad osservare la folla come fa un direttore di orchestra prima di iniziare il concerto. Sentiva che stava per iniziare il grande concerto dello Spirito Santo sulla soglia del terzo millennio?

Da quella sera che ha segnato una imprevedibile svolta epocale (e gli anni che verranno ne saranno il sigillo di Dio!) Papa Francesco ha pronunciato parole e incarnato gesti che vanno avidamente catturati e custoditi, perché si tratta di "tesori nascosti" e di "perle preziose" di cui parla Gesù nel vangelo.

In verità quelle parole, brevi e incisive, e quei gesti, tanto semplici quanto eloquenti per la coscienza di tutti, sono destinati primariamente ai vescovi e ai sacerdoti, come chiare rivelazioni del Signore che, mentre dona fasci di luce sulla odierna Babele delle menti e dei cuori, specialmente ai Suoi ministri addita le priorità evangeliche che sono alla base del divino umanesimo da instaurare sulla terra.

Ci è stato donato un Papa che, come apre bocca o assume decisioni, diviene luce universalmente comprensibile, chiara indicazione di metodo di vita e di annuncio, semplicemente vangelo umanizzato.