papa francesco balconePiù di centomila persone, affluite immediatamente da tutte le strade di Roma come un fiume di gioia e di speranza, gremivano piazza San Pietro quella sera della Fumata bianca. Era incredibile quel clima di festa e di attesa, come se tutti quei figli fossero sicuri di ricevere un immenso dono dal loro Padre!

All’annuncio del Cardinale Protodiacono "habemus Papam!" la folla, stretta tra le braccia del colonnato del Bernini, è esplosa in un boato di esultanza! Fatto di terra e di cielo, di sorrisi e di abbracci. Era il segno che l’amore aleggiava nella piazza divenuta cuore del mondo.
Un uomo vestito di bianco è apparso alla Loggia alta della basilica. Sembrava timido, quasi impacciato, i suoi occhi esprimevano trepidazione e stupore dinanzi a così sconfinato gregge! E’ rimasto in silenzio, un minuto interminabile di silenzio, ed è fiorito dal cuore del pastore un saluto inatteso, un saluto che ha abbracciato tutti, ma proprio tutti: "fratelli e sorelle, buona sera!".

Raggiunte nell’intimo del cuore, migliaia di persone hanno avuto un sussulto di gioia. Hanno intuito che quel saluto segnava l’inizio di un pontificato diverso, di un linguaggio, di un rapporto diverso, era la ouverture di una sinfonia di ammaestramenti e di sorprese, attese da tanto tempo.

Ma quel saluto e quel sussulto sono fioriti dal silenzio! Dal silenzio interiore del vescovo di Roma, nel silenzio della piazza gremita e in attesa. "Facciamo in silenzio questa preghiera di voi su di me", ha proseguito Papa Francesco, a capo chino, desideroso di ricevere nel silenzio la benedizione di Dio attraverso il suo popolo.

La prima parola di questo pontificato "diverso" è stata il silenzio, l’invito al silenzio, l’esperienza del silenzio, il silenzio eloquente, fatto di gesti e non di parole, di esempi e non di proclamazioni.
Da quella piazza, quel 13 marzo, una lezione magistrale per tutti i sacerdoti ! Il silenzio è lo spazio essenziale per l’incontro tra gli uomini e Dio.