cammino

Ogni sacerdote è chiamato ad essere cuore della comunità umana dove vive; ma non è un superuomo né è consacrato per divenirlo. Egli ha necessità di vivere l’amicizia, di riceverla, di donarla.

La serenità e la fedeltà nel sacerdote vengono garantite anche dall'amicizia degli uomini. La grazia della perseveranza passa sovente e volentieri attraverso l'amicizia forte e trasparente "vissuta" con uomini e con donne.

I sacerdoti che soffrono difficoltà umane o spirituali abitualmente presentano una grande lacuna su questo terreno. Sono diffidenti nei confronti dell'amicizia e del laicato e quasi automaticamente scivolano verso illusioni o nefaste compensazioni. Non preparati a vivere relazioni interpersonali profonde, trascorrono l'esistenza nell'aridità del cuore e nel pessimismo dell'intimo.

Il cammino di rasserenamento e la rinascita di questi uomini hanno inizio e prendono vigore sui fondamenti dell'amicizia "umana". Questo lo sperimentiamo ogni giorno. Dio si mette all'opera e ricostruisce più agevolmente le esistenze infrante dei suoi ministri quando incontra le premesse dell'amicizia discreta e tenace dei cuori "umani".