vocazione-di-san-matteobNel sacerdote, la "vita" che è il Vangelo non si misura in termini di opere realizzate, di celebrazioni o monumenti o consensi di popolo, ma solo in termini di trasmissione di pace soprannaturale, di grazia, attraverso una vita che sia specchio di autentico amore per Dio, incarnato nelle relazioni tra i "fratelli". La verifica sarà l’esistenza di persone formate a divenire esperti nella sapienza del cuore e nel dono di sé.

Per una autentica "vita" presbiterale si tratta di distinguere e di scegliere tra la religiosità e ritualità smascherate da Gesù e la fede che guarisce, nella proposta di un Cristo autenticamente contemporaneo. La contemporaneità nei pensieri e nei gesti è il nuovo paradigma indispensabile per reinterpretare l'evangelo, liberandolo da un conformismo abitudinario divenuto sterile.

Oggi, chi incontra un sacerdote vuole percepire non la "perfezione" (una ridicola presunzione che reca ancora molto danno!). Piuttosto, (si veda Papa Francesco) vuole una persona il cui modo di vivere lascia trasparire un uomo "adulto nella fede", non semplice funzionario ma sereno e coraggioso credente a tutto campo, non il freddo proclamatore di verità disincarnate ma piuttosto un uomo redento che ha negli occhi la Luce, la luce di chi tocca con mano la bellezza della scelta fatta.

Chi si avvicina al sacerdote spera fortemente di incontrare un uomo che si esprime e si dona non solo attento ai servizi sia pure sacri, ma ancor più a qualcosa di grande: alla vita eterna nell’anima dei propri fratelli, alla loro mente, al loro cuore. Un uomo che abbia la capacità di «contaminarsi» fecondamente con mondi, linguaggi, volti, situazioni, senza chiudersi nelle proprie auto-rassicuranti prospettive e nei propri abituali linguaggi.

Il vangelo del "dovere", della norma, del giudizio, della condanna non interessa più. Espressione autentica della fede e dunque della verità, oggi, non può essere che 1' "amore", quell'amore attento alla vita. "Non possiamo insegnare quasi nulla ai nostri fratelli, possiamo solo aiutarli ad incontrare e ascoltare il loro Maestro interiore" (Card. Martini).