san francesco a greccioLa notte del 25 dicembre 1223, a Greccio, san Francesco realizzò plasticamente un irresistibile desiderio che si portava dentro da anni: quello di riprodurre dal vivo la scena del Natale e di abbracciare il Bambino di Betlemme non già nella sola memoria o nella raffigurazione del presepe ma piuttosto nella realtà viva e vera del sacramento dell’eucaristia. Egli intendeva richiamare l’attenzione e la devozione dei credenti sulla verità dell’ "Incarnazione sacramentale" del Verbo di Dio divenuta perenne per mano dei sacerdoti!

"Ecco! Come quando dalla sede regale egli discese nel grembo della Vergine, così ogni giorno egli si umilia; ogni giorno discende dal seno del Padre sopra l’altare nelle mani del sacerdote. Ogni giorno viene a noi in apparenza umile!" (san Francesco nelle Ammonizioni, I). Il Natale è "ogni giorno"! La greppia con la paglia sono "le mani del sacerdote"; il grembo della Vergine Madre è il pane consacrato; dalla sostanza invisibile ossia "dal grembo" del Padre, il luogo della divina presenza reale è divenuto "l’altare" che è fulcro della Chiesa. "E come ai santi Apostoli apparve in vera carne, così ora si mostra a noi nel pane consacrato … e contemplandolo con gli occhi della fede noi vediamo e fermamente crediamo che il suo santissimo corpo e sangue sono vivi e veri!".

Il natale di Betlemme è divenuto in realtà un natale attuale e perenne, qui e ora, grazie al sacramento eucaristico. Per le mani e le parole del sacerdote, in un prodigio semplice, ogni giorno si congiunge la vita del Dio invisibile con la storia quotidiana delle creature e l’amore divino dei secoli eterni si fonde con il tempo di "ogni giorno". "Ecco!", esclama Francesco con gioia e stupore: ogni giorno è Natale, perché ogni giorno i sacerdoti consacrano l’Eucaristia e la donano a chi ha fame di Dio.